Coppia in crisi

L’istituzione Famiglia ha risentito in questi ultimi decenni di alcuni elementi socio-culturali che ne hanno messo in discussione l’assetto tradizionale. La separazione e il divorzio sono sempre più frequenti e si inizia a pensare alla famiglia come un sistema complesso e variamente composto.

Tuttavia, il progetto matrimoniale, seppur posticipato, continua ad essere  molto desiderato.

La nostra società basata su valori individuali in accezione sia positiva che negativa, poco contribuisce a preparare il soggetto alla vita a due. La coppia, infatti, pur essendo da un lato un ambito privilegiato di realizzazione e protezione del singolo, porta in sé anche diverse complicazioni.

Si arriva al matrimonio con la convinzione che debba seguire idealisticamente grande felicità. D’altra parte si pensa che se un giorno questa felicità non sarà più presente questo sarà segnale inequivocabile che l’amore è terminato e di conseguenza anche ogni possibilità per la relazione.

La terapia di coppia incontra sempre più questa “patologia” sociale che non dipende da patologie psichiche classicamente intese ma da mancate competenze relazionali  non più ritenute fondamentali per il benessere emotivo.

D’altra parte la separazione costa al singolo e alla famiglia, in particolare in presenza di figli, e di conseguenza alla società intera, notevoli risorse. E lo stupore della sofferenza o il paradosso di voler separarsi “in modo civile” danno l’idea di quanto ancora non sia diffusa una cultura del benessere di coppia. La vita di coppia non può essere fondata sulle idealizzazioni adolescenziali proprio perché si tratta di un ricchissimo ma faticoso itinerario a due che nella vita insieme e nei vincoli legali vede solo una prima tappa.

Perché la CRISI?

Sebbene sia difficile da comprendere quando si vive una crisi di coppia, questo è un momento molto prezioso.  La crisi si può manifestare con vari sintomi, tra i più frequenti il tradimento, ma è in ogni caso la manifestazione di una necessità di cambiamento della relazione.

La relazione di coppia, infatti, non è definita una volta per tutte e il matrimonio, la convivenza, la decisione di avere dei figli sono solo delle tappe manifeste di un divenire che è quotidiano e che segue l’evoluzione di ciascuno dei due soggetti e del loro rapporto.

Ciascun momento porta in sé elementi facilitatori e problematiche da affrontare.

Se le modalità relazionali accettate per un certo periodo, ad esempio durante il fidanzamento, non sono più funzionali per affrontare le nuove problematiche, la coppia deve essere in grado di ripensare il suo rapporto e transitare verso nuove modalità di stare insieme.

Trovare nuove modalità di stare insieme è un passaggio molto complesso alle volte anche doloroso e richiede tempo e tolleranza da parte di entrambi i partner.

Il terapeuta aiuta la coppia a mettere a fuoco quale è la dinamica relazionale che non è più funzionale e che va rivista a favore di modalità diverse e generalmente di un passaggio evolutivo.

È fondamentale arrivare a fare questo lavoro, da soli o aiutati da un terapeuta specificamente preparato sulle dinamiche di coppia, prima che il dolore abbia irrigidito la posizione dei due partner e limiti al disponibilità di energia da mettere in campo per affrontare una riflessione sul proprio rapporto.

Affrontare tale percorso è molto consigliato anche se l’esito dovesse essere una separazione. Si tratterà comunque di una separazione molto meno dolorosa, a maggior ragione se in presenza di figli, e trasformerà il lutto per la fine della relazione in consapevolezza e vitalità per il nuovo percorso di vita.

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