Infedeltà e relazione di coppia

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Il tradimento pare essere diventato il motore per ogni impasse personale e di coppia. La TV, i media, il cinema e il teatro condiscono con l’infedeltà le storie raccontate come se fosse inevitabile esito di ogni incomprensione umana.

In realtà, come per tutto ciò che ci riguarda, anche il tradimento ha bisogno di essere capito  all’interno di un sistema di tipo biologico, psicologico e sociale. Per questo oggi non si parla più di sensi di colpa o peccato ma si cerca di comprenderlo a partire dalle dinamiche di una coppia che è basata sulla parità.

Di fatto sebbene molto meno caricato di aspetti morali, il tradimento tocca ancora profondamente le corde emotive di uomini e donne e rimane un ostacolo, a volte insormontabile, alla continuazione di un rapporto.

Da una recente ricerca, appare evidente che anche l’infedeltà come tutti i comportamenti umani esprime una grande varietà di esperienze ed è motivata da determinanti molto varie.

Una prima distinzione importante è tra l’infedeltà che origina da qualcosa di personale e quella che trova senso, prevalentemente, dalla relazione.

Naturalmente non è mai possibile fare una distinzione così netta, ma in alcuni casi l’individuo è ancora così immaturo che non è semplicemente  in grado di sostenere la relazione monogamica. In qualche modo cerca ancora se stesso e la possibilità di conoscersi a fondo. Oppure, è indotto al tradimento in modo patologico, con un comportamento compulsivo che non vuole coscientemente andare a toccare il rapporto di coppia vissuto come soddisfacente. Infine, al livello personale si attribuiscono anche le condotte determinate da una scelta di tipo filosofica in cui l’obiettivo edonistico mette in primo piano la sessualità e la seduzione nella costruzione di sé. Ci si augura che sia  pensiero condiviso e scelto da entrambi i partner.

L’infedeltà di tipo relazionale, invece, nasce da insoddisfazione nella vita di coppia a carico dell’intesa sessuale, ma anche della comunicazione o dei sentimenti. L’insoddisfazione può portare a rapporti sessuali extraconiugali impulsivi oppure a stabilire una sorta di coppia sostitutiva che compensi il disagio o che arrivi a sopperire a un amore ormai disinvestito.

Le donne paiono, inoltre, tradire per altri motivi quali trovare un pretesto per chiudere una storia, per vendicarsi di un’infedeltà subita oppure per darsi uno spazio di valorizzazione di sé.

Uomini e donne tendenzialmente tradiscono per motivi differenti dato che mettono insieme  sessualità e affettività in maniera diversa. Così gli uomini ne hanno un approccio maggiormente individualistico e le donne privilegiano l’ottica relazionale. L’idea di una sessualità senza amore è prevalentemente maschile, da sempre incentivati a non palesare i propri sentimenti e affetti. D’altra parte, l’immagine sociale di madre e moglie poco dedita e creativa nella sessualità, porta le donne a ridurre o a minimizzare il loro interesse per essa o ad arrivare ad utilizzarla solo come induttore d’attenzione e legame.

Questa caratterizzazione dei ruoli, che tanto risentono delle condizioni sociali, rischia però di ridurre la varietà individuale dentro a contenitori di certezze inadeguate a dar voce a tutte le nostre sfumature.

 

Ciò che colpisce nel tradimento è che, in ultimo, la persona sembra non essere stata in grado di esprimere un proprio disagio in maniera diversa. È come una comunicazione esasperata e urlata e l’infedele stesso riporta vissuti di malessere, incomprensione, rabbia, depressione. Colpisce che spesso esso si “tradisca” lasciando tracce che inducano l’altro al sospetto.  In effetti, pare interessante comprendere perché questa via possa essere considerata più facile (con tutta la fatica e l’energia che comporta) che non chiudere il rapporto e trovarne uno più soddisfacente. Il tradimento è a servizio della relazione di coppia perché solo lì ne trova senso.

Quando i due partner, ciascuno affrontando il proprio carico di dolore, riescono a reinvestire nel rapporto di coppia, si vede come il tradimento trova un significato relazionale che prima sfuggiva, in realtà, anche all’infedele. Paradossalmente a volte esso può originare anche da un legame estremamente investito, così importante e totale che causa angosce troppo forti, tanto che non possono davvero essere messe in parola.

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Pubblicato in Coppia e Amore
2 commenti su “Infedeltà e relazione di coppia
  1. Paola ha detto:

    Adulterio (dal latino adulterare, corrompere),consiste in una violazione della fedeltà coniugale (giuridicamente delitto contro il matrimonio, infedelta). Si possono fare due considerazioni:
    1) ad alterum con significato di andare verso un altro, qualcos’altro, sicuramente qualcosa di diverso dal proprio coniuge;
    2) ad alterum con significato di adulterarsi, diventare diversi, cambiare (anche per intendere che dopo l’adulterio non si è più come prima).
    Da qui è molto chiaro che far coincidere la fedeltà con l’esclusività sensuale significa fare un grave errore rifiutandosi di vedere ben oltre. Al centro della fedeltà c’è innanzitutto la fiducia reciproca, il rispetto, la realizzazione di un progetto comune. Quanti modi esistono quindi per tradire la fiducia dell’altro? Mille sono i comportamenti infedeli:
    – accettare una promozione che ci porta a vivere lontano dal coniuge senza averlo interpellato;
    – appassionarsi ad uno sport che impegna tutto il nostro tempo libero o comunque il w.e.;
    – dedicarsi solo ai bambini o ai lavori domestici senza considerare il coniuge;
    – investire tempo ed energie nel lavoro tanto da tornare esausti in famiglia;
    potremmo andare ancora avanti per dimostrare che l’infedeltà, nociva per ogni tipo di relazione, nasce da insoddisfazione, da problemi di comunicazione e sentimentali. La persona infedele spesso non è stata capace di esprimere un proprio disagio oppure non è stata ascoltata. Possiamo ritenere colpevole/responsabile solo il coniuge infedele?

    • Dott.ssa Roberta De Coppi ha detto:

      Cara Paola,
      grazie per il suo interessante commento. Lascio volentieri lo spazio di risposta alla domanda a chi altro vorrà partecipare a questa riflessione.

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