Infertilità. L’impatto di un trauma: shock, stupore e disorientamento

L’idea di avere una problematica d’infertilità potrebbe infilarsi nella mente a poco a poco: un mese dopo l’altro si scopre  di non  riuscire a concepire, un mese dopo l’altro, un tempo scandito e lento, infinitamente lento.  Non è quindi necessariamente una notizia che arriva improvvisa come potrebbe essere nel caso di un incidente o un lutto, tuttavia sapere di avere questa problematica diventa il ripetersi ogni mese di un momento difficile e scioccante.

E’ importante tenere in considerazione che la donna ha fatto esperienza della sua predisposizione a diventare madre fin dalla pubertà e ha imparato a prendere dimestichezza con la potenza del corpo che si trasforma e si prepara ogni mese lungo gli anni ad un evento incredibile e misterioso come quello del concepimento. Generalmente ci viene insegnato, non senza una certa preoccupazione, a porre molta attenzione sul rischio di gravidanza, credo che nessuno abbia mai sentito spiegare che in realtà il concepimento è un avvenimento incredibile e misterioso e che non è scontato che avvenga. Forse è un’educazione che inizieremo presto a proporre: i nostri organi riproduttivi sono molto delicati ed è necessario prendersi cura della loro salute sia con l’attenzione al corpo che con l’attenzione alla mente e alle relazioni.

Al momento abituati come siamo a pensarci scontatamente fertili, non arriviamo molto preparati all’eventualità di non essere in grado di concepire e, in ogni caso,  l’impatto di questa notizia ci lascerà confusi e disorientati. Questi stati emotivi che sono molto simili a quello che succede classicamente nell’evento traumatico, si ripetono ogni mese anche se con un’intensità contenuta ed è importante che ce ne prendiamo cura perché l’effetto stressante può impattare molto negativamente anche sulla stessa probabilità di gravidanza.

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